Mercoledì, 20 Febbraio 2019 11:28

23 Febbraio 2019 - Giornata del Centro Storico

Il 23 febbraio prossimo si rinnova, per Castellaneta e per i castellanetani, l'appuntamento con la storia, per ricordare quel lontano 23 febbraio del 1503, in cui avvennero le storiche vicende del "Sacco di Castellaneta", menzionate dal Guicciardini nella sua "Storia d'Italia".

La "Giornata del Centro Storico", giunta alla settima edizione, è voluta dall'Amministrazione Comunale per sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni a coltivare la memoria dei luoghi storici da cui sono circondati, per stimolare la conoscenza del passato e per meglio progettare il futuro dei castellanetani di domani.

Il programma di quest'anno coinvolge in particolare gli alunni degli istituti "Pascoli-Giovinazzi","Filippo Surico", "Flacco" e "Perrone", che parteciperanno al racconto delle vicenda storica tenuto dalla Dott.ssa Rossella Tarquinio, archivista, che si svolgerà in piazza Federico De Martino alle ore 11.00, con la partecipazione di alcuni figuranti in abiti d'epoca.

Alla manifestazione saranno presenti anche il S.E.R. Claudio Maniago, Vescovo della Diocesi di Castellaneta, e Giovanni Gugliotti, Sindaco di Castellaneta.
Per l'occasione, il centro storico sarà chiuso al traffico dalle ore 09.00 alle 13.00.

IL SACCO DI CASTELLANETA

La vicenda risale agli inizi del 1500, anni in cui il Regno di Napoli, facile preda di sovrani stranieri, fu spartito tra Ferdinando il Cattolico che ebbe la Puglia e Luigi XII di Francia che divenne Re di Napoli e degli Abruzzi.

L'accordo tra i due sovrani decadde a causa della pretesa di possesso da parte dei francesi , della Capitanata, considerata zona proficua economicamente. Castellaneta divenne terra di conquista da parte del duca di Nemours, capitano dell'esercito francese, che la presidiò con un compagine di soldati che a causa della loro condotta sfrenata e insolente, provocarono l'ira dei cittadini castellanetani. Questi ultimi, animati da forte coraggio e dalla volontà di difendere la propria terra oltraggiata dai soldati francesi, con l'aiuto di alcuni soldati spagnoli che occupavano Taranto, sorpresero con un agguato nel sonno la guarnigione francese che non riuscì ad opporre alcuna resistenza. I cittadini castellanetani disarmarono i soldati francesi e li spogliarono delle loro vesti, vendicando la propria cittadina dalle barbarie subite.

Il duca di Nemours, corso in aiuto dei francesi in fuga, minacciò di incendiare la città ma i cittadini, in preda alla disperazione, ricorsero alle armi con l'aiuto di un esiguo numero di soldati spagnoli difendendo strenuamente la propria città. Durante l'assedio il duca di Nemours fu costretto ad accorrere in aiuto della città di Ruvo, lasciando libera Castellaneta.

Per lo spirito combattivo dei suoi cittadini e per l'eroica resistenza dimostrata, la città di Castellaneta fu insignita del titolo di "Fidelissima Civitas" dal re Ferdinando il Cattolico.

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